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Libri e musei
Talvolta un libro
a cura della redazione di Network Museum

Talvolta un libro, anzi, quasi sempre, ci porta oltre. Il testo che presentiamo in questo nostro appuntamento con i libri, per esempio, è stato scelto proprio per dimostrare quanto possa essere interessante il rapporto tra editoria e settore museale, espositivo o comunque della gestione e della promozione del patrimonio culturale territoriale.

Abbiamo scelto proprio un lavoro non certo appartenente al circuito dei grandi network editoriali e distributivi nazionali, per dimostrare come certe vocazioni letterarie possano essere foriere di particolari riflessioni per chi, come il nostro istituto, si interessi di ricerca didattica e management museale.

Il primo, tra i vari motivi di riflessione di cui diremo più avanti nella recensione e durante l'intervista con l'autrice, è proprio inerente alle potenzialità, ancora inespresse, del rapporto tra il settore editoriale ed il sistema museale. Se è vero che le presentazioni ed i "reading" presso le librerie sono sempre più deserte e meno stimolanti, è altresì verità che le produzioni museali e le varie attività, organizzate ed ospitate da enti espositivi e conservativi, che trovano ultima espressione anche in realizzazioni editoriali, stanno registrando incrementi e gradimenti nei confronti di pubblico ed autori.

Ben venga, quindi, la lettura in ogni occasione, soprattutto se in grado di coniugare e promuovere la fruizione di varie espressioni ed occasioni culturali.


Fonte immagine: http://www.elmisworld.it

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Il testo

"Talvolta un libro" è un romanzo storico ambientato geograficamente nella Gradara del XIII secolo, un borgo medievale al confine tra Marche e Romagna, ai tempi sotto il governo dei Malatesta, e temporalmente durante la vicenda storica cantata da Dante Alighieri nel Canto V dell’Inferno: quel tragico amore tra Francesca da Rimini e Paolo Malatesta, che molti hanno incontrato sui banchi di scuola. Narrato in terza persona, per mezzo di una prosa volutamente ricercata, quale artifizio d'ambientazione temporale, ed attenta a dettagli relativi agli aspetti architettonici, ambientali e culturali, come per la tradizione erboristico-farmacologica dell'epoca, racconta le vicissitudini amorose di un certo Lanfranco, figlio dello speziale del borgo. La storia del giovane si intreccerà con la vicenda storica, secondo modalità tipiche della letteratura gialla. Mai violento o banale, scevro da qualsiasi pruriginosa tentazione di esternazione pornografica, tratta le pulsioni sentimentali con estremo rispetto per personaggi e lettori, secondo una visione naturalistica e lirica del rapporto amoroso, anche nella sua dimensione più intima. Sempre rigoroso nella sua logica narrativa, è al tempo stesso sia una vicenda raccontata, che soddisfa di per sé il lettore fedele alla dimensione letteraria, sia una serie, o meglio un paradigma, di spunti intelligenti, che giustificano la classificazione di "saggio romanzato", espressa dalla casa editrice. L'aspetto saggistico è proprio offerto da tale spettro tematico, per mezzo del quale il lettore sarà spinto a cercare risposte, approfondimenti, condivisioni, legati alla vicenda ed al suo intorno narrativo, nonché tentato ad intraprendere un viaggio verso i luoghi, teatro della vicenda. Dalla condizione femminile in relazione all'istituto matrimoniale al ruolo della cultura, dal rapporto dell'umanità del tempo con la natura e la medicina per giungere alla composizione sociale del periodo, è un susseguirsi di spunti per chi goda nel lasciare spazio all'intelligenza. Anche dal punto di vista museologico, o meglio, di ciò che definiamo "didattica collettiva", il testo offre molto in termini di offerta didattica, turistica e storiografica. Sovente i romanzi storici si prestano ad indicare temi e modalità di approfondimento, proprio grazie al fatto che, come sostenuto dalla nostra ricerca, un libro è innanzi tutto un vettore, quasi mai fine a se stesso. Raramente come in questo caso la pubblicazione risulta foriera di così tanti stimoli, che sarebbe veramente un peccato non cercare di renderli attivi: dalla trascrizione dell'opera in chiave saggistica e teatrale all'adozione come testo scolastico complementare e multidisciplinare, dalla produzione documentaristica sino alla realizzazione di offerte, museali e turistiche. Permettendoci un riferimento al tema dell'anno scelto da NM, ovvero la "configurazione", il lavoro di Antonella Polenta sembra esprimere perfettamente sia la necessità che l'opportunità di tale attitudine, senza la quale le vicende sentimentali, reali o inventate, prive della consapevolezza dell'evoluzione degli aspetti prima citati, farebbero di tale lettura solo una bella storia, caratterizzata da un intelligente impianto narrativo ed interpretativo.

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L'autrice


Antonella Polenta
autrice di
"Talvolta un libro"
Antonella Polenta
Dirigente pubblico, biologa ed agronoma, dopo essersi occupata di studi epidemiologici e sociali, dirige un’Area che si occupa di vigilanza della rete idrografica.
Annovera al proprio attivo diverse pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Nel 2004 pubblica la sua opera prima in ambito letterario, “Amori Traditi”, edita da Ibiskos, da cui è stata tratta la performance multimediale “Riflessi sonori di immagini poetiche” rappresentata alla Casa del Jazz di Roma.
Nel 2006 vince il Premio Letterario Internazionale "Archè Anguillara Sabazia Città d’Arte", con il racconto “Il lago”. Nello stesso anno pubblica il romanzo giallo “Accadde in autunno - Glenn Gould in giallo”.
Nel 2008 si aggiudica il terzo posto, per la sezione narrativa inedita, al Concorso Nazionale Letteratura e Narrativa Scientifica “Creatività e Scienza Città di Salerno” con il racconto “La foresta”.
Nel 2009 pubblica, editato dalla Casa Editrice Montedit, la raccolta di poesie “Attraverso la finestra la luna”, finalista al “Premio Letterario Internazionale Jacques Prévert 2009” ed un libro di racconti fantastici “Nonno Egidio e le sue storie”.
Nel 2010 riceve la menzione d’onore, per la sezione narrativa, alla IV edizione del concorso letterario Internazionale “Don Luigi Di Liegro” con il racconto “Tobia”.
A dicembre 2012 esce in formato elettronico "Murder. Omicidi a Natale", edito da Enzo Delfino. Ad agosto 2013 lo stesso libro viene realizzato in formato cartaceo e presentato alla "Valle dei Libri" di Saint Vincent. "Murder. omicidi a Natale" risulta tra i vincitori del concorso per opere edite "IoScrivo", indetto da "Il Giallista".
Nel 2016 esce, edito da Elmi's World, il saggio romanzato “Talvolta un libro. Francesca da Rimini, nata da Polenta”.
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L'intervista
Network Museum: Cosa racconta "Talvolta un libro" e come lo definirebbe?
Antonella Polenta:
La casa editrice Elmi's World ha inserito "Talvolta un libro" nella collana dei saggi romanzati; io lo considero, piuttosto, un romanzo storico che parte da un determinato periodo storico, definendone gli usi, i costumi, le atmosfere e fa rivivere personaggi reali con altri di pura fantasia, ma necessari per conferire corpo alla narrazione. Il libro parla della passionale e tragica relazione fra la bella Francesca e Paolo, l'attraente cognato. La storia ha inizio a Gradara, ameno borgo medievale situato nelle Marche al confine con la Romagna, nel 1289 e procede a ritroso di qualche anno. Il castello era stato acquisito, con l’appoggio del papato, da Malatesta da Verrucchio, capostipite della casata, già nel 1260 e presumibilmente abitato da Francesca e dalla figlia Concordia negli anni in cui Giovanni Malatesta ricopriva la carica di podestà nella vicina Pesaro, dove per norme statutarie e diritto consuetudinario era proibito portarsi dietro la famiglia.
Network Museum: Perché "Talvolta un libro", perché ancora un libro su "Paolo e Francesca"?
Antonella Polenta: È vero, su Paolo e Francesca è stato scritto tanto, romanzi, tragedie e opere. Un amore intenso, destinato a diventare imperituro, è un tema che affascina ed è sempre attuale. In ogni caso ho cercato di dare alla storia un risvolto diverso, con sfumature gialle.
"Noi leggevamo un giorno per diletto/ di Lancillotto come amor lo strinse;/soli eravamo e senz’alcun sospetto/ (……) la bocca mi baciò tutto tremante./ Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:/ quel giorno più non vi leggemmo avante". Declamava Dante nel Canto V dell'Inferno.
Il libro Lancillotto del Lago, definito da Dante Galeotto, dunque, diviene il fulcro del romanzo, quasi un protagonista, come si arguisce anche dal titolo. Intorno ad esso si dipana la trama e ruotano sia i personaggi minori, sia i personaggi maggiori.
Network Museum: Come è nato questo libro, come ha proceduto nella stesura e quali sono stati gli aspetti più difficili, che ha riscontrato?
Antonella Polenta: La ricostruzione storica in epoca medievale e il reperimento della documentazione relativa alle casate dei Malatesta e dei da Polenta sono stati gli aspetti più complessi.
Network Museum: Come lo sta accogliendo il pubblico e cosa ne pensano a Gradara?
Antonella Polenta: Ancora non possiedo dati relativi all'accoglimento del pubblico. E per quanto riguarda Gradara la mia editrice sta prendendo accordi per farmi fare una presentazione in loco.
Network Museum: Cosa dovrebbe conoscere un lettore prima di immergersi tra le pagine di "Talvolta un libro"? Cosa dovrebbe trarne?
Antonella Polenta: Secondo me un lettore non dovrebbe conoscere nulla, dovrebbe solo essere spinto dalla voglia di immergersi in una storia tragica e passionale realmente accaduta.
Network Museum: Come e quanto ha influito l'esistenza del Castello di Gradara nella stesura della sua opera?
Antonella Polenta: Alcuni anni prima di iniziare la stesura del libro, dei miei parenti visitarono il castello di Gradara, rimanendone affascinati. Il fascino non derivava solo dalle linee armoniose del castello e dalla sua ubicazione, ma il ritrovare citato il proprio cognome. Fin da piccola la ricerca araldica sulle origini del nostro cognome, commissionata da mio nonno, mi colpì profondamente. La presumibile discendenza dalla nobile casata dei da Polenta mi inorgogliva. Prima di quella acquisizione ignoravo che la famosa Francesca da Rimini fosse in realtà Francesca da Polenta, nata a Ravenna e trasferitasi a Rimini in seguito al matrimonio con Giovanni Malatesta.
Network Museum: Il tema dell'anno di "Network Museum" è dedicato alla "Configurazione". In quale modo il sito, che ha visto la storia, può aiutare i lettori nella determinazione della configurazione dell'epoca e della vicenda?
Antonella Polenta: Beh, la camera di Francesca con il sontuoso letto a baldacchino, il leggio, le sedie Savonarola e la botola configurano in modo inequivocabile l'epoca medievale. Tanto è vero che per calarmi pienamente nell’atmosfera anch’io mi sono recata a visitare il suggestivo castello di Gradara.
Network Museum: In quale modo la lettura del suo libro può influire sulla visita del "Castello di Gradara"?
Antonella Polenta: Credo che il mio libro possa instillare la voglia di visitare un borgo medievale considerato fra i più belli d'Italia. Il visitatore fra le mura del castello potrebbe ritrovare le voci dei due amanti. E nella camera di Francesca veder aleggiare due anime ardenti desiderose di conoscere l’amore…non solo in senso letterario.
Network Museum: Il lettore-visitatore con la fantasia potrebbe immaginare la scena principale?
Antonella Polenta: Questa è un’ipotesi. Altrimenti con i mezzi tecnologici odierni si potrebbero creare delle immagini olografiche e fare ascoltare il soave suono di un’arpa oppure di una viella.
Network Museum: Vi sono accordi e sinergie in atto tra l'amministrazione del sito e la casa editrice del suo testo?
Antonella Polenta: Diciamo che le sinergie sono in fieri. Spero che al più presto possano concretizzarsi.
Network Museum: Ha mai pensato che il suo testo, magari in accordo con qualche entità museale, potesse diventare un parco tematico, un documentario o qualche altro prodotto culturale? Sarebbe auspicabile, secondo lei, e quali benefici si potrebbero trarne?
Antonella Polenta: Non ci avevo pensato, però potrebbe essere un'idea. Ne sarei lusingata. Magari trarne un documentario o un dramma teatrale.
Network Museum: Cos'è per Antonella Polenta la cultura, cosa sono i musei e quale rapporto vede tra i due elementi?
Antonella Polenta: La cultura è come un orto che va continuamente curato affinché ci si possano raccogliere succosi frutti. È conoscenza, acquisizione di informazioni. A mio avviso il museo non va considerato solo un ambiente nel quale vengono esposti i prodotti culturali siano essi reperti archeologici, o scientifici o manufatti artistici, ma come una sorta di luogo multimediale dove il visitatore interagisce e si integra con il contesto, o almeno dovrebbe assumere questa valenza.
Network Museum: Cosa le ha lasciato la composizione di questo saggio romanzato?
Antonella Polenta: Mi ha lasciata molto soddisfatta. Finalmente sono riuscita a portare alla luce qualcosa che fin dall'infanzia mi covava dentro.

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Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti il tema
- Il blog dell'autrice: http://www.antonellapolenta.com/
- La pagina Facebook dell'autrice: https://www.facebook.com/
- La pagina Facebook dedicata al testo: https://www.facebook.com/
- Il Sito della Pro Loco di Gradara: http://www.gradara.org/
- Il sito del Castello di Gradara: http://www.castellodigradara.com/


Reperibilità del testo
- Elmi's World: http://www.elmisworld.it/web/?portfolio=talvolta-un-libro
 
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Titolo: "
Talvolta un libro" - Codice: 130607.0827.DDC.AP.man/INET1702201000MANa1 - Autore: Network Museum - Ultimo aggiornamento:20/02/2017
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