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Musei e professioni
Un biologo al museo
a cura della redazione di Network Museum

È difficile trovare qualcuno che rimanga indifferente alle tante meraviglie naturalistiche o dell'espressione umana, gelosamente custodite presso i musei di tutto il mondo, vere e proprie arche dell'identità umana, luoghi di apprendimento e di ispirazione. Altrettanti, forse, ignorano quante e quali figure professionali e relative storie di vita, sovente trascorse all'insegno del sacrificio e della precarietà per una passione, che si fa vera ed irresistibile vocazione, permettono il quotidiano miracolo dello stupore, della comprensione e della condivisione culturale.

Il primo appuntamento con questa nuova sezione, dedicata a coloro che operano nel settore museale e della mediazione culturale in genere, è con Marcello Emilio Posi. Classe 1980, pugliese, grande passione per l'ambiente marino, laurea in biologia e dottorato in "Conoscenza e valorizzazione dei Patrimonio Culturale", si evince facilmente dal suo curriculum una particolare attenzione alla realizzazione didattica ed alla produzione divulgativa ed espositiva, come testimoniato dalla sua esperienza professionale.




Fonte immagine: cortesia Cataldo Licchelli

Marcello Emilio Posi, biologo e dottore di ricerca in “Conoscenza e valorizzazione del Patrimonio Culturale”, collabora con il Laboratorio di Zoogeografia e Fauna dell’Università del Salento occupandosi di Zoologia applicata al Patrimonio Culturale e Museologia Scientifica. Assieme ai più illustri specialisti del settore ha curato il riordino della collezione malacologica di Pietro Parenzan e la progettazione tematica di una sala a essa dedicata presso il Museo di Biologia Marina dell’Università del Salento. Con docenti e tecnici dell’ateneo leccese ha inoltre curato la progettazione espositiva dell’Acquario del Salento, a Nardò. Alla ricerca nel campo museale e della divulgazione scientifica ha affiancato indagini di ecologia marina e sul patrimonio geologico costiero.

Marcello Emilio Posi è contattabile all'indirizzo: posimarcello@yahoo.it

Network Museum: Chi è Marcello Emilio Posi?
Marcello E. Posi:
Una persona cresciuta ammirando i segreti della natura e la poesia dei paesaggi. Vivendo in una cittadina il cui territorio comprende un’estesa fascia costiera, ho cominciato presto a subire il fascino del mare. Oggi sono un biologo perfezionatosi nel campo ecologico marino, dottore di ricerca in Conoscenza e valorizzazione del Patrimonio Culturale, con marcata specializzazione per la divulgazione scientifica, la curatela e la didattica museale.
Network Museum: Cos'è la cultura per Marcello E. Posi?
Marcello E. Posi:

Cultura è una parola enorme, come biologia. Termini come questi sono elementi in un sistema complesso di simboli che la lingua italiana ha evoluto per indicare un vasto insieme di valori accomunati da alcuni significati profondi. Così, Cultura può essere la capacità di stare al mondo come parte integrante della società, fornendo un contributo personale e quindi determinante per il patrimonio collettivo di beni materiali e valori. Cultura può essere conoscere e comprendere il nostro ruolo nella natura, o la rappresentazione di questa in un’opera d’arte. Allo stesso modo la biologia, da tutti i libri definita come scienza della vita, è un insieme sterminato di valori che vanno, per fare un esempio, dal funzionamento biochimico della cellula alla fitta e indistricabile rete di relazioni tra gli organismi viventi o tra essi e l’ambiente in cui svolgono il proprio ciclo vitale. Cultura è anche l’insieme di valori intangibili che contraddistinguono una Comunità. Trasmettere questi valori, comunicare la Cultura e le Culture è una sfida determinante per l’Uomo.

Network Museum: Cos'è un museo per Marcello E. Posi e cosa significa lavorare nel sistema museale?
Marcello E. Posi: La definizione ufficiale di museo è stata offerta dal Consiglio Internazionale dei Musei: un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che raccoglie, conserva, ricerca, comunica ed espone, a scopo di studio, educazione e divertimento, testimonianze materiali riguardanti l’Uomo e il suo ambiente. Il museo è quindi un luogo circondato o no da muri e un servizio pubblico di importanza cruciale per il benessere della società, per la conservazione e l’ampliamento dei valori culturali. Oggi il museo rappresenta una complessa agenzia educativa “non formale” (cioè non nel novero degli Istituti di Istruzione) il cui ruolo sancito dalla Comunità Europea è quello di essere attore determinante nei processi di educazione continua che mirano, attraverso la diffusione della cultura e l’ampliamento della coesione sociale, a una crescita economica che sia anche sostenibile.
Network Museum: Quali sono le peculiarità di un museo o di un ente espositivo naturalistico/scientifico rispetto a quelle di un museo storico o artistico?
Marcello E. Posi: Ogni museo scientifico, storico o artistico è fondato su una Collezione. Ciò che può distinguere un museo scientifico da uno storico non è insito nell’Istituzione museale in sé, bensì in ciascun reperto collezionato ed esposto. Un bene culturale artistico, ad esempio, è un unicum irripetibile che custodisce un determinato numero di valori come la tecnica realizzativa, una parte della storia dell’autore, il soggetto ritratto e le vicende che hanno riguardato l’opera stessa. Un reperto naturalistico, al contrario, non rappresenta automaticamente un’unicità perché spesso di esso è possibile reperire, conservare ed esporre un certo numero. Ciò che rende “reperto”, cioè unico, un esemplare naturale facente parte di una Collezione è la sua storia, succintamente raccolta in un pezzo di carta noto come “cartellino”, che è parte integrante del reperto musealizzato e ne indica le informazioni essenziali. Il ruolo “magico” dell’Istituzione museale storica, artistica, scientifica o interdisciplinare è quello di raccontare la storia che avvolge e coinvolge quel bene, rappresentarla, condirla e offrirla differentemente, per attrarre e stupire le più disparate tipologie di Pubblico.
Network Museum: Come considera il sistema divulgativo/museale scientifico in Italia, soprattutto rispetto agli standard europei?
Marcello E. Posi: A partire dagli anni ’60 del secolo scorso, in Europa si è dato avvio a una piccola rivoluzione in campo museologico, ponendo maggiore attenzione alla funzione sociale dell’Istituzione museale. In quegli anni venivano avviati i primi studi sui visitatori, pratica che si è gradualmente affermata, diventando oggi una dimensione imprescindibile della curatela museale che ha pervaso anche lo scenario italiano. La conoscenza del pubblico, delle sue caratteristiche demografiche e sociali, delle sue motivazioni e aspettative (che è prassi di ricerca scientifica nota come valutazione - evaluation) ha permesso ai curatori dei musei di governare dati e informazioni sui programmi educativi, quindi di godere di maggiori e più efficaci strumenti decisionali sia in fase di ideazione, che durante la realizzazione museografica e l’attuazione dell’offerta culturale. Il visitatore dei musei, per fortuna, non è più considerato una cifra senza volto da contare, bensì è divenuto un vero fruitore che merita la massima attenzione se si desidera che gli scopi divulgativi, educativi e sociali del museo possano essere realizzati. La situazione italiana, per quanto concerne questi aspetti, è promettente in riferimento ai risultati della ricerca scientifica condotta in Istituzioni museali sia di ampie dimensioni, che di natura locale e territoriale. Non è tuttavia possibile ignorare che nel campo della museologia, quanto in molti altri settori, permangono gravi difficoltà relative alla precarietà del mercato del lavoro che attanagliano molti dei professionisti più qualificati. Tale scenario appare ulteriormente aggravarsi laddove la gestione di una materia così specialistica, importante e delicata viene svolta da personale senza una specifica preparazione museologica, a scapito del servizio effettivamente reso alla collettività.
Network Museum: Musei, parchi tematici, esposizioni: servono? A cosa?
Marcello E. Posi: Musei e parchi tematici sono luoghi e servizi di mediazione culturale che offrono occasioni molteplici di incontro tra il Patrimonio Culturale e la società, sostenendo fortemente le politiche di sviluppo economico, sia su scala locale che nazionale e comunitaria. Il meccanismo virtuoso attraverso il quale questo fine è realizzato presuppone un’elevata consapevolezza del ruolo di queste Istituzioni. Laddove l’offerta culturale viene concretamente strutturata sulla base delle istanze che provengono dal Pubblico, o meglio da differenti “Pubblici” reali e potenziali, si può ambire a rendere un’agenzia educativa un volàno di progresso culturale, economico e sociale. Su scala locale, piccole istituzioni museali presso le quali ho avuto la fortuna di poter fornire il mio contributo professionale, il Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo e l’Acquario del Salento, a Nardò (LE), avendo posto al centro della propria offerta culturale le preferenze e le più stringenti necessità del Pubblico, hanno fatto la differenza sia nella valorizzazione dell’economia, che nella riscoperta da parte della popolazione di valori fondamentali di identità sociale e culturale. È accaduto così che la filiera della ricettività e ristorazione, in queste località, si sia avvalsa dei benefici di una destagionalizzazione dell’offerta, che gli operatori turistici abbiano approfondito e perfezionato strategie di fruizione sostenibile del Patrimonio Culturale, che la popolazione abbia riscoperto e consolidato l’importanza della conservazione della natura. Si è realizzato, in altre parole, un processo di “appropriazione sociale” del patrimonio collettivo, che ha favorito una reale tutela e valorizzazione economica di ciò poteva apparire intangibile e al contrario è divenuto chiave di sviluppo. Su scala nazionale ed europea cambiano i valori da rappresentare e le storie da raccontare, ma il percorso resta perseguibile e auspicabile.
Network Museum: Da cosa dipende il precariato nel sistema museale/divulgativo culturale?
Marcello E. Posi: Come ho già espresso, la museologia e la divulgazione della scienza sono discipline e missioni professionali estremamente complesse, che richiedono differenti e specifiche competenze. Per raccontare la natura o la storia non sono sufficienti le competenze offerte dai corrispondenti corsi di laurea. Il divulgatore, come il museologo, raccoglie anche la sfida delle scienze pedagogiche, sociali, economico-finanziarie e della comunicazione, ma anche del design, della grafica, della scenografia. Con un po’ di impegno e determinazione, ciascuno di noi può avere conoscenze nei settori elencati, ma nessuno può avere competenze in tutti questi. Ecco che un’agenzia educativa come il museo è l’espressione di un gioco di squadra in cui confluiscono molteplici professionalità. Troppo spesso in molti settori come questo si pensa di assolvere ai compiti istituzionali assumendo in modo strutturale poche unità che si ha la presunzione possano e sappiano occuparsi proficuamente di ogni cosa. Si deve poi porre rimedio all’estrema complessità della divulgazione scientifica e culturale assumendo, per brevi periodi, stuoli di straordinari professionisti innamorati del proprio lavoro, dei quali si finisce spesso per abusare attraverso la distorsione dello strumento della flessibilità lavorativa. Senza provare a impostare un’analisi sistemica e complessa, credo che questa possa essere una delle più tipiche cause ultime del precariato.
Network Museum: La cultura può essere veramente una componente di sviluppo sociale ed economico? Percorso espositivo, applicazioni tecnologiche, nuove tecnologie di produzione, di comunicazione e di divulgazione: serve ancora recarsi in un museo? 
Marcello E. Posi: Si, come già detto, la Cultura è un insieme di significati che hanno un enorme valore di cui tutti possiamo e dobbiamo appropriarci, singoli individui e collettività, aspirando a una valorizzazione completa del Patrimonio, che sia anche economica e miri alla coesione sociale. Ogni risorsa tecnologica e ogni evoluzione informatica rappresenta una nuova frontiera da studiare per ampliare i confini della fruizione sostenibile e inclusiva del Patrimonio. In questo senso il museo è una realtà che trae giovamento dall’innovazione, gestita e adattata dalla squadra di professionisti che lavorano per l’Istituzione, senza risultarne assorbita in quanto le nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione restano strumenti per la fruizione di una Collezione. È quest’ultima, insieme alla squadra di curatori, operatori e guide che rappresentano e personificano l’agenzia educativa, la ragione per la quale una semplice applicazione informatica e tecnologica non può sostituire la visita al museo.
Network Museum: Come vede l'utilizzo delle nuove tecnologie Marcello E. Posi uomo di scienza, divulgatore e “precario”? Qual è il vostro rapporto con le entità museali e con il sistema culturale e museale cittadino, nazionale ed internazionale? 
Marcello E. Posi: Le risorse tecnologiche e informatiche rappresentano preziosi strumenti per coinvolgere, divertire e stupire, per adattare l’offerta culturale a diversi stili di apprendimento e preferenze nel vivere l’esperienza museale, per porsi a sostegno di diversamente abili, per portare nel museo luoghi e vissuti non direttamente raggiungibili da tutti i visitatori. Non bisogna infatti dimenticare che l’Istituzione museale è un luogo dove si raccontano storie, e come le nostre mamme lo facevano con l’ausilio di un libro a vignette colorate, così possiamo fare noi con strumenti classici o tecnologici.
La mia esperienza museologica ha le origini e trae forza nell’Università del Salento, presso la quale ho potuto collaborare e apprendere da noti esperti del settore. Mi sono occupato soprattutto di conservazione, valutazione museale, progettazione didattica e museografia presso il Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo e presso l’Acquario del Salento, a Nardò (LE). Ho inoltre contribuito in altri contesti regionali alla stesura e realizzazione di ulteriori attività in campo museologico e divulgativo, nell’ambito di iniziative volontaristiche svolte a titolo personale o in rappresentanza di Associazioni senza fini di lucro.
A livello nazionale e internazionale sono stato autore e coautore di pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Network Museum: Sarà possibile in futuro vivere di cultura, oppure hanno ragione gli "scettici-culturali"? Quali sono le sfide che il nostro sistema culturale dovrà affrontare specialmente in ambito scientifico? alle tecnologie? Quali sono, a tal proposito, le differenze con gli ambiti internazionali? 
Marcello E. Posi: Vivere di cultura è già una realtà per molti operatori del settore che hanno saputo e potuto cogliere questa sfida imprenditoriale. Lo scetticismo che si riscontra, a mio parere, non è legato alle molteplici potenzialità di valorizzazione economica sostenibile del Patrimonio Culturale, quanto alla estrema frammentazione dello scenario imprenditoriale del settore, che disorienta e danneggia il mercato quando i servizi vengono offerti da piccole realtà ricche di iniziativa ma povere di esperienza e competenza. Una svolta nel settore potrebbe essere legata a una riscoperta capacità di fare squadra tra le piccole aziende, e certamente trarrebbe enorme giovamento dalla valorizzazione delle competenze dei professionisti del settore, i quali garantirebbero una consistenza scientifica, tecnica e tecnologica dell’offerta. È proprio questa, a mio avviso, l’attuale distanza con lo scenario internazionale.
Network Museum: Come vede il futuro della museologia e dell'esposizione culturale in Italia ed all'estero, specialmente in ambito scientifico? 
Marcello E. Posi: Da un punto di vista immediato e concreto, ritengo che il futuro della museologia e della divulgazione della scienza sia prima di tutto nella valorizzazione delle professioni e delle specializzazioni nel settore culturale. Sebbene, infatti, sembrerebbe a tutti scontato il significato delle specializzazioni in campo medico, e ancora più facile sarebbe comprendere che un’operazione chirurgica è il risultato della collaborazione di più figure professionali ugualmente determinanti per la buona riuscita dell’intervento, lo stesso non accade spesso per le “operazioni” nel settore dei beni culturali e in altri campi della scienza.
Questo non avviene certamente solo in Italia, eppure il nostro Paese deve saper evolvere una maggiore sensibilità a riguardo, anche e soprattutto quando ci si confronta con iniziative imprenditoriali nel settore della Cultura.
Agli Enti di ricerca italiani e alle preziose Istituzioni museali che spesso ne sono parte integrante, nella loro qualità di interpreti istituzionali del processo di ricerca e sviluppo, resta il compito di aggredire con determinazione i programmi comunitari e mediterranei attraverso progettazioni che possano alimentare le iniziative già avviate, oppure istituirne di nuove.

 

Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti il tema
- https://www.facebook.com/marcelloemilio.posi?fref=ts
- https://www.researchgate.net/profile/Marcello_Posi
- https://it.linkedin.com/in/marcello-emilio-posi-170477a2
- http://unisalento.academia.edu/MarcelloEmilioPosi

 

 

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Titolo: "Un biologo al museo" - Codice: I130607.0827.DDC.AP.man INET1604151130MAN/A1 - Autore: Network Museum - Ultimo aggiornamento: 15/04/2016
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