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Musei: vizi e virtù
Gigantismo museale
a cura della redazione di Network Museum

''Il gigantismo una condizione clinica caratterizzata da un eccessivo accrescimento somatico delle strutture anatomiche del corpo. chiamata anche macrosomia". (1)

Apriamo questa nuova sezione di Network Museum, la prima novità del nuovo anno, trattando una vera e propria patologia, che affligge numerose entità museali, sia in Italia che all'estero, ed è facilmente riscontrabile da qualsiasi visitatore, soprattutto dalle sue articolazioni inferiori.

Accade che un museo venga allestito (dovrebbe, ma non datelo proprio per scontato) con un obiettivo, sovente pomposamente dichiarato dal politico di turno. Fin qui ricadiamo nella tipica e normale fisiologia della politica e dell'allestimento museali.

Passano gli anni e, nella migliore delle ipotesi, il museo inizia a sentire il tempo trascorso, qualche ruga nel suo "lay-out" espositivo comincia a fare capolino, complici i fondi, che iniziano a scarseggiare, ed una mai attecchita attitudine nazionale alla manutenzione. Malgrado tutto, ad impensierire i gestori dell'apparato espositivo, è la ragione d'essere di tutta quella mercanzia stipata nelle sale e che sembra abbia esaurito la sua capacità attrattiva ( prossimo "vizio" su cui ragionare un po').

Ecco, quindi, la parola chiave, che, solitamente, anticipa il "piano", con cui rilanciare il presidio culturale: rinnovare.

Per varie ragioni, alcune opportune altre solo di facciata e studiate per fronteggiare l'emergenza esistenziale in cui versa l'ente, il museo inizia ad allestire sala su sala, postazione multimediale su postazione, totem informativi su totem, procurando variazioni, tagli e salti nel "continuum didattico" preesistente. In questa sede, come abbiamo annunciato, tratteremo solo dell'aspetto patologico, tralasciando, invece, le molte operazioni di successo, avvenute, fortunatamente anche a valle di ciò che stiamo descrivendo, quali soluzioni dei problemi appena citati.

Proseguendo nella trattazione del problema legato al "gigantismo", potrete rendervi conto della scelta opportuna del termine, atto ad indicare un erroneo e patologico sviluppo, che solitamente può procurare i seguenti problemi: discontinuità nel "continuum didattico", come già annuncianto, fastidiosa variazione nella metodologia didattica, dilatazione dei tempi medi di visita con conseguenti variazioni delle condizione di "ergonomia didattica" e connesso affaticamento posturale e percettivo, difficoltà cognitive e di ritenzione informativa a causa del calo della permanenza comunicativa e dell'attenzione. Ai problemi elencati occorre aggiungere la sovente crisi di fornitura di servizi non più calibrati sui nuovi indici di affollamento (ivi inclusi gli aspetti relativi alla sicurezza sia per il pubblico che per gli addetti), sino ad arrivare a possibili non congruità del sistema di rilevazione costi. A questi si aggiungano gravissime variazioni della missione del museo dichiarata su web e, quando vi sia, presso le biglietterie, un atteggiamento che dovrebbe configurarsi addirittura come reato. Se si entra in una struttura, che ci aspettiamo tratti di un aspetto, che chiameremo "A", l'ente deve dichiarare apertamente il motivo per cui questo diventi "B" e "C", soprattutto quando si inseriscano dichiarazioni, fatte passare come "verità educative", fuori dalla logica scientifica del continuum didattico, che deve tendere a spiegare, ad "ispirare" e non "indottrinare", aspetto maggiormente odioso quando ci si rivolga alla grande (ed a volte vitale per molti musei) platea di minori in età scolare, il cui discernimento critico, per questioni anagrafiche, non è in grado di distinguere varie tipologie di messaggio.

Pessimi problemi etici e di correttezza mercantile a parte, sempre riferendoci all'area commerciale, ovvero agli sforzi dei reparti di marketing e comunicazione (rarità quasi mai presenti nell'ambito museale), che faticano non poco ad indurre flussi di visitatori, occorre notare che un sistema espositivo monolitico e dalla esposizione troppo estesa è estremamente difficile non solo da "segmentare nell'offerta", ma, soprattutto, renderà ingestibile qualsiasi manovra atta a promuovere il "ritorno" dei visitatori a copertura degli spazi e delle proposte non considerate e, pertanto, senza alcun tipo di "ritorno", procurando sofferenze a livello di "IAD - Indice di Fruizione Didattica" e di "IRS - Indice di Redditività per Superficie", citando tali indici, senza alcuna volontà esaustiva, ma solo a titolo di esempio, come, sempre per farsi un'idea, verrebbero inficiati i reparti dedicati alla vendita di produzioni editoriali e di "merchandising", rendendo, inoltre, inefficaci le già praticamente inesistenti, nel nostro Paese, aree "ABC - Attività di Business Complementare".

Tutto questo scompiglio può accadere se si pensi che "tanto e grande" sia necessariamente anche "bello e utile", ignorando tecniche fondamentali, quali la costituzione di "Virtual Business Unit" da segmentazione, che permetterebbe il controllo, lo sviluppo e la "versatilità strategica" fondamentali per un'adeguata ed efficace offerta museale.

 

1 - Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Gigantismo

Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti il tema
- Il sondaggio: "Permanenza e resistenza"
- Il forum: "Questione di piedi"
 
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Titolo: "
Gigantismo museale" - Codice: INET1601131000MANA2 - Autore: Gian Stefano Mandrino - Ultimo aggiornamento:13/01/2016
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