Sito sperimentale
per lo Studio della
Didattica Collettiva
e della Museologia
della società
INFOGESTIONE
 
 

Musei: vizi e virtù
Rispondimi
a cura della redazione di Network Museum

I numeri nel nostro mestiere esprimono evidenze, che, paradossalmente, neppure i fatti stessi sono in grado di trasmettere.

Il 53% dei musei interpellati dalla nostra redazione non risponde e, tra coloro che rispondono, il 90% ci permette di giungere ad un "qualcosa di fatto" solo dopo almeno cinque mesi (solitamente chiediamo interviste ed informazioni, non chiediamo loro di acquistare chissà quali servizi: quanto leggete in questo sito è assolutamente gratuito per gli interessati).

Un dato che potrebbe passare inosservato, ma che se riflettiamo con maggiore attenzione nasconde molte delle cause, per cui i nostri musei non risultano essere i più frequentati del mondo e del mancato successo sociale ed economico della cultura nel nostro Paese.

Provate a chiedervi perché mai un museo non risponda ad una "email" inviata da un comune visitatore o, come nel nostro caso, da un "quasi collega" istituto di ricerca. Per facilitarvi la risposta elenchiamo, di seguito, alcuni dei motivi, che incuriositi da tale "andazzo" siamo andati ad indagare.

Partiamo da un caso limite, per inquadrare meglio il problema: uno dei più importanti musei nazionali affida la corrispondenza di posta elettronica del proprio ufficio stampa ad un "server" esterno non collegato al dominio del sito del museo e gli operatori in questione visualizzano la posta su internet e non in modalità locale, senza possibilità di gestire false "spam".




Lucian Freud "Donna nuda sul letto"

Fonte immagine: http://www.cultora.it/

Basterebbe questo esempio per rendere inutile scomodare termini e definizioni quali "management", "marketing", "vision", "mission", organizzazione o soddisfazione dei fruitori del servizio. È come se una redazione giornalistica del '900 avesse preteso di lavorare facendosi imprestare ogni giorno dal vicino salumaio la penna e la carta.

Restiamo, però, sul problema poiché, oltre a questi casi limite, illuminanti circa la situazione, il nostro elenco contempla i seguenti aspetti:

- non esiste nessuno che controlli la posta elettronica per vari motivi: dall'incapacità alla carenza strutturale (mancano computer o connessioni)

- non esiste nessuno che voglia assumersi la responsabilità di rispondere

- esiste qualcuno ma è "troppo direttore/direttrice" (mai come in tali ambienti il peggio non registra preferenze di sesso ma una assoluta parità)
  per rispondere in virtù del fatto che, se chiedere è lecito, rispondere è cortesia, soprattutto se sei pagato con i soldi di tutti

- malgrado le ultime fonti di diritto in materia, sovente non esiste un organigramma, un "funzionigramma" o, se esiste un impianto organizzativo,
  non sono contemplate interfacce competenti nella gestione delle relazioni con il pubblico (ciò avviene anche presso molte biglietterie, sovente   appaltate a cooperative o associazioni, i cui addetti, sottoposti a nostri test, si sono dimostrati assolutamente impreparati per tali incarichi)

- esisterebbero ruoli e soggetti, ma l'assetto è così verticistico (e spesso estremamente congestionato: non è detto che uno specialista in una
  data materia, anche se nominato direttore, si riveli essere un buon manager o un buon organizzatore), che nessuno si sente autorizzato a
  rispondere

- i contatti sono riservati solo a network di comunicazione nazionale al solo scopo pubblicitario: il dialogo con "altri" non serve a chi pensa di
  essere una divinità del settore museale e culturale

- rispondono solo se si è presentati da "qualcuno"

- non sanno proprio cosa rispondere e sovente non sanno neppure cosa dovrebbe competere loro.

La comunicazione è, innanzi tutto, uno strumento, o meglio, "lo strumento" su cui si basa non solo ogni attività umana, ma qualsiasi relazione (anche piantare chiodi nel muro prevede un raffinato assetto comunicativo neuronale - motorio, se non vogliamo amputarci ogni volta le nostre preziose estremità) anche la vita stessa, fin nella sua più estrema composizione, se pensata come risultato di una prossimità in ambiente cellulare, molecolare ed oltre. Molti enti culturali, utilizzando e pensando, quindi, la comunicazione solo come atto promozionale o di immagine, perdono il risultato principale della comunicazione: la comprensione.

Immaginiamo di vivere in un mondo dove tutti siano celiaci. Immaginiamo di voler o "dover" organizzare una mostra sul "glutine". La prima cosa da fare è chiederci perché dovremmo trattare questo argomento, visto che il "glutine" è ormai stato bandito dal pianeta. Bene, che piaccia o no, il motivo di una attività didattica (in questo, in ultima analisi consiste l'attività museale) non può essere che la risultante di componenti, che si confrontano solo attraverso attività di comunicazione. Il rischio, come per molte esternazioni artistiche, è produrre qualcosa di incomprensibile, poiché incomunicabile, in quanto una comunicazione priva dei motivi della sua ragione d'essere, è solo una emissione incontrollata di informazioni, esplicite o implicite, ma comunque caratterizzate da una alta probabilità di incomprensione.

La comunicazione, in ogni sua forma, anche la più semplice esternazione di rispetto e di cortesia, è parte di un sistema di operatività sofisticate, indispensabili per la sopravvivenza della stessa entità, espressione, a sua volta, di comunicazione. Non riconoscere questa condizione e non approfondirne leggi e regole di gestione significa, come per il dipinto ospitato in questa pagina, attendere l'oblio della propria condizione, anche se blasonata e bella.

Quanto asserito sino ad ora assume caratteristiche d'urgenza e di indispensabilità se dobbiamo considerare aspetti collegati all'etica della didattica, ovvero cosa possa innescare nel contesto collettivo il presentare un dato argomento con determinate modalità. Implementare un sistema di comunicazioni in grado di massimizzare il numero di variabili da contemplare, permetterà di ottenere il massimo vantaggio dall'attività, che si sta conducendo, compresa la possibilità di scoprire nuovi scenari ed elementi fino a quel momento inespressi.

Siamo, innanzi tutto, il risultato di prossimità, di relazioni, ovvero di comunicazioni definite da svariate modalità, attraverso le quali si manifesta l'intelligenza, intesa come essere e ragione d'essere dell'esistenza stessa.

Rispondere, oltre che essere educato, è intelligente: è vitale!

Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti il tema
- La copertina: "La terza via"
 
Esprimete il vostro parere e condividete questi contenuti


Coordinate di questa pagina.
Titolo: "
Rispondimi" - Codice: I130607.0827.DDC.AP.man/INET1610021600MANa2 - Autore: Network Museum - Ultimo aggiornamento:03/10/2016
00
NETWORK MUSEUM
Questo sito è di proprietà della società INFOGESTIONE di Gian Stefano Mandrino & C. s.a.s.
sede legale: via Bardonecchia, 93 - 10139 - Torino - Italia - tel.: 0039 - 011 - 3835724
Partita IVA/Codice Fiscale: 07241240014 - REA: 876784

http://www.infogestione.com
- infogestione@infogestione.com
Proprietà intellettuale della società INFOGESTIONE s.a.s.: tutti i diritti sono riservati.


RESPONSABILITÀ - TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI "PRIVACY" - NOTE LEGALI