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Museum Digital Transformation
Conferenza
a cura della redazione di Network Museum

Firenze, 24-25 marzo 2017: Museum Digital trasformation, conferenza.

"Lo scopo e l’oggetto di MDT è di esplorare la relazione tra retaggio artistico – culturale da un lato e il mondo dei digital media dall’altro; esplorare le connessioni tra quelle che sono due facce della stessa unica medaglia. Il Board di MDT rispecchia queste due componenti, con professionisti del settore museale e del settore della comunicazione digitale"
.
(Fonte: http://museumdigitaltransformation.it/staff/)

"L’evoluzione della comunicazione e delle nuove tecnologie coinvolge anche la fruizione del patrimonio culturale: possedere un “hardware” culturale – monumenti, architetture, opere d’arte – non è più sufficiente di per sé a produrre ricchezza, sia economica che culturale, e ad attrarre visitatori da ogni paese del mondo".
(Fonte: http://museumdigitaltransformation.it/programma-conferenza/)

Abbiamo desiderato presentare questo evento, che NN - Network Museum seguirà, con due frasi tratte dal sito della manifestazione, poiché rappresentano, oltre allo scopo dello stesso, le caratteristiche di un processo, ormai diffuso, che vede la trascrizione del reale (tema ampimente affrontato da NM e dal nostro

istituto) e la comunicazione dei contenuti, come un unico aspetto, anzi testualemente, come "due facce della stessa medaglia".
In attesa dei lavori e di conoscerne i risultati, riteniamo opportuno condividere con i nostri lettori alcune riflessioni, che inviatiamo gli stessi a commentare attraverso gli spazi inseriti in calce a questa sezione e tramite la partecipazione al nuovo sondaggio, collegato anche al tema dell'anno.
Il primo aspetto, che ci stanno suggerendo le fonti citate, risiede nel fatto che sembri più che necessaria, addirittura vitale, la costruizione di sistema digitale per mediare tra visitatore e patrimonio. L'aspetto di trascrizione del reale in digitale si sta trasformando, come da noi previsto, in componente "barocca", dove il mezzo, "stupendo", rischia di catalizzare molta più attenzione del contenuto, ovvero il contenitore, la confezione, sta diventando più preziosa ed attraente del contenuto. Non è certo un dramma, tutto può essere per noi che "facciamo scienza", ma, sempre per chi, come noi, traguarda il mondo con la lente dei "perché", sarebbe bene notare come tale aspetto, se non studiato e giustificato agli occhi dei frutori, possa creare delle "ingerenze didattiche" e delle "turbolenze cognitive", di cui non possiamo prevedere la portata. Questo aspetto non è che il frutto di una pessima lacuna ampiamente presente nel nostro sistema educativo e scolastico, nonché museale-espositivo. Privarsi ed ignorare, quindi, di una seria ricerca sulle modalità di apprendimento e sugli aspetti etici della propagazione culturale, come una pedagogia della diffusione culturale, ci induce a rivelare il nostro secondo spunto di riflessione, che si basa, appunto, sulla sempre più disattesa tensione allo studio del rapporto, ad ogni livello ed in ogni contesto, della conoscenza nei confronti dell'unità psicosomatica.

Siamo circondati dallo "stupore", dal fascino tecnologico, ma le circostanze stanno esprimendo un continuo inaridimento ed una crescente istintività dei nostri comportamenti. Siamo certi di non provocare una maggiore "deriva culturale" utlizzando in modo non consapevole strumenti "stupefacenti", che possano, in qualche misura, soggiogare gli stessi loro fruitori, come per sopravvivere ai propri fattori? Stiamo esagerando? Provate a salire su di una carrozza della metropolitana o su di un treno: una volta si parlava, ci si poteva confrontare, imparare, si potevano impegnare tutti, i sensi per cogliere da un incontro una vera immersione nello sconosciuto, che con la sua presenza poteva offrirci una condivisione esistenziale comunque utile. Ora la presenza umana, ovviamente dell'altro, magari un poco bruttino, un poco "puzzone" e poco "trandy" o "glamour", in sempre maggiori circostanze, sembra quasi stonare, essere inadatta, poco elegante, come il vecchio che si tiene chiuso in camera, per non sfigurare davanti agli ospiti.

Abbiamo gli strumenti per comprendere i fenomeni a priori, perché utilizzarli poi solo per riparare i disastri che la nostra specie riesce così bene a creare? Quando impareremo ad aprire la mente prima di scegliere? E se fosse questa la sola modalità evolutiva della nostra specie?

Pensiamoci...assieme da umani ad umani: un po' di sapone ed una caramella alla menta ci aiuterà anche a trovare attraente quella bio-tecnologia che si chiama rapporto umano. Intanto attendiamo l'evoluzione di questo evento, che comunque si annuncia di particolare interesse.


 

Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti il tema

- Il sito ufficiale dell'evento: http://museumdigitaltransformation.it/
- Il sondaggio ed il forum sull'argomento: digitalizzazione

 
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Titolo: "
Museum Digital Trasnformation" - Codice: I130607.0827.DDC.AP.man/INET1703060930MANa1 - Autore: Network Museum - Ultimo aggiornamento: 06/03/2017
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