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Percorsi sonori
Concertino
a cura di Stefano Iatosti

Siamo a Venezia, la città del teatro, della pittura atmosferica, del canto melodioso e dei piaceri carnali, della diplomazia e dei commerci di ogni tipo. Il terzo decennio del Settecento, Antonio Vivaldi è al culmine della sua fama: vent’anni prima è stato pubblicato “L’estro armonico”, felice sintesi di elemento fantastico e di razionalità compositiva e da allora, il “prete rosso” gode dell’apprezzamento generale, almeno come virtuoso del violino.

Prendiamo ad esempio il quadro di Pietro Longhi, conservato nelle Gallerie dell’Accademia, intitolato “Il concertino”: possiamo legare questa gustosa scena di genere a una specifica composizione vivaldiana?

Nel dipinto sono raffigurati tre violinisti nell’atto di eseguire un brano, il cui spartito, non identificabile, è collocato su un leggìo da tavolo. Gli abiti dei tre musici sono caratterizzati da cromie calde, con l’area più luminosa corrispondente alla figura in piedi, vertice della piramide.

Pietro Longhi
1701 - 1785
Antonio Vivaldi
1678 - 1741

Alle loro spalle un altro trio piramidale, stavolta di ecclesiastici: due sono concentrati in una partita a carte e il terzo, in piedi e vestino di nero, osserva il gioco. Nessuno dei tre uomini di chiesa sembra prestare attenzione alla musica: unico spettatore del concerto, un cagnolino bianco. Più che l’analisi degli aspetti formali dell’opera, ci interessa tuttavia la relazione con il brano musicale, forse evocato dall’artista.
Nel catalogo vivaldiano, troviamo il “Concerto in fa maggiore per tre violini, archi e basso continuo, RV 551”, composto intorno al 1720 ed eseguito probabilmente dall’orchestra femminile dell’Ospedale della Pietà, dove Vivaldi era direttore della musica. L’esecuzione in trio, vista l’assenza di un violone o un cembalo, suonerebbe “vuota” sia dal punto di vista armonico che timbrico, ma possiamo figurarci i tre solisti nell’atto di provare le loro parti concertanti prima dell’esibizione.

Se ci trovassimo davvero all’interno del quadro, che musica ascolteremmo? Quando si cerca di riprodurre le opere del passato con intento filologico, utilizzando strumenti antichi e studiando i testi dell’epoca per ricostruire l’interpretazione corretta, non si fa che evidenziare l’anacronismo dell’operazione. Anche ammesso che i timbri e i fraseggi si avvicinino all’originale, troppi sono gli aspetti che sfuggono al nostro controllo: l’orecchio si è formato su altri esempi e non se ne può prescindere. Per restare nell’ambito della musica colta, Vivaldi è per noi un contemporaneo di Pierre Boulez o di Philip Glass. Nel corso di tre secoli, i parametri in base ai quali si ascolta e si apprezza un brano si sono modificati profondamente e ciò riguarda tanto l’armonia, quanto la dinamica, la complessità dei ritmi, la varietà dei timbri strumentali, per non dire dei mezzi tecnologici sempre più sofisticati nella produzione e nella riproduzione sonora.

Un discorso analogo si può applicare alla lettura di un’opera d’arte del Settecento. Non soltanto ascoltiamo tenendo conto di quanto è stato composto dopo Vivaldi, ma osserviamo e percepiamo con altri occhi. Siamo figli del cubismo e dell’astrattismo, dell’informale e della figurazione Pop, dei graffiti e della pittura digitale: come possiamo pretendere di guardare e valutare un quadro con lo sguardo e i termini di confronto del suo committente? Nulla vieta, comunque, di prescindere dalle pretese filologiche. Nell’arte come nella musica, la fruibilità va di là del presente e si può apprezzare un’opera quanto basta per restarne suggestionati.

Entriamo dunque nella stanza del “Concertino”, immaginiamoci in un angolo nascosto e abbandoniamoci all’ascolto dei tre, musicanti di professione o per diletto. Per secoli, la musica è stata intrattenimento di corte: noi possiamo viverla in una dimensione domestica, senza per questo sminuirne il valore. Primo movimento: Allegro.

Di seguito potrete prendere visione dell'opera "Il concertino" di Pietro Longhi ed ascoltare il “Concerto in fa maggiore per tre violini, archi e basso continuo, RV 551" di Antonio Vivaldi. Potrete, inoltre, attraverso i collegamenti segnalati approfondire gli argomenti trattati e la conoscenza del nostro autore, condividere, attraverso i "plug in" di Facebook, le vostre opinioni in merito a quanto proposto.
Buon "ascolto-visione"!


“Concerto in fa maggiore per tre violini, archi e basso continuo, RV 551" di Antonio Vivaldi

Per ascoltare il file audio, agire sul "player" a fianco.


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Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti il tema
- L'opera pittorica: http://www.gallerieaccademia.it/sale/sala-v
- Il concerto: http://www.flaminioonline.it/Guide/Vivaldi/Vivaldi-Concerto551.html
- Pietro Longhi: https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Longhi
- Antonio Vivaldi: https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Vivaldi

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Titolo: "Percorsi sonori - Concertino" - Codice: I130607.0827.DDC.AP.man/INET1604210930MANA1 - Autore: Network Museum - Ultimo aggiornamento: 22/04/2016
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