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Tempi e musei
Bruxelles, 22 marzo 2016
a cura di Adriana Assini

Bruxelles, cuore multicolore, multiculturale, multilingue della vecchia Europa. Città ospitale che sul finire dell’inverno ha fatto da cornice a due eventi riguardanti le attività di chi scrive.

Inaugurata a metà febbraio, la mostra collettiva “Italia verso Europa”– alla quale ho partecipato con alcuni acquerelli – è stata ospitata nella galleria Saint-Jacques, nell’elegante e pittoresco quartiere del Sablon, per poi concludersi nella sede del Parlamento Europeo, nell’ambito del convegno "Una finestra sull'arte italiana - Stili e figure del contemporaneo".

Un’iniziativa prestigiosa, dunque, che oltre ad essere stata occasione di interessanti contaminazioni culturali, ha favorito alcune mie considerazioni sui tanti cambiamenti che hanno attraversato la società occidentale nel corso dei secoli.

Quante cose, oggi possibili o addirittura scontate, fino a qualche decennio fa erano solo chimere. Se negli anni Duemila non vi è nulla di straordinario nel fatto che un’istituzione come il Parlamento Europeo apra le porte a un pugno di artisti, senza distinzione di sesso, non era affatto così fino alla fine del XIX secolo.

L’Ecole Nationale des Beaux-Arts – solo per fare un esempio - ammise le donne soltanto nel 1897, e con numerose restrizioni.

E il destino delle scrittrici non era diverso se spesso erano costrette a pubblicare sotto uno pseudonimo maschile pur di non incorrere nei vecchi e inossidabili pregiudizi che le perseguitavano.

La copertina dell'utlimo lavoro letterario di Adriana Assini,
Un caffè con Robespierre,
edito da Scrittura & Scritture di Napoli.


Un destino toccato a tante narratrici di talento, dalle sorelle Brontë a George Sand, a George Eliot, Karen Blixen...ma al quale ancora oggi non sfuggono nemmeno le più brave. Prova ne è il caso della ormai famosissima Rowling, che agli esordi, su suggerimento dei suoi editori, pubblicava con le sole iniziali, J.K Rowling, per indurre i lettori a pensare che fosse un uomo.

Chi scrive, per fortuna, può firmarsi con il proprio nome e appena qualche giorno dopo la mostra al Sablon, ha potuto presentare un suo recentissimo romanzo, a due passi dalla sede della Commissione Europea, nell’unica libreria italiana in Belgio.

Bruxelles all’insegna dell’arte e della letteratura, dunque. Poi, però, a farla da padrone su tutto è stato un doloroso sgomento quando, la mattina del 22 marzo scorso, l’aeroporto di Zaventem e la stazione metropolitana di Malbeek, sono stati sventrati dalle bombe, con decine di vittime e danni incalcolabili.

Ferite profonde, forse insanabili, per la pacifica città che ha dato i natali a Jacques Brel e a Marguerite Yourcenar.

Nelle ore successive, ancora il sinistro trionfo del terrore: in un silenzio surreale, le strade deserte, i negozi vuoti, le stazioni chiuse..

E allora, tappati in casa, si riflette. Tante domande pretendono risposta.

Chi arma la mano di quella manciata di disperati che sparge sangue e semina orrore tra la gente? Chi punta, a colpi di barbarie, a riportare indietro le lancette dell’orologio dell’Occidente servendosi di giovani allo sbando?

Difficile non immaginare che dietro agli attentati ci siano disegni pericolosamente ampi.

L’obiettivo principale di chi attacca la vecchia Europa sembra evidente: metterne in ginocchio l’economia, creandone i presupposti per un precipitoso declino.

A colpi di bombe, si vogliono scardinare le fondamenta democratiche dei nostri paesi, stravolgerne le conquiste sociali, condizionare le libertà personali.

Dalle finestre di un appartamento art nouveau, si può assistere, impotenti, al triste spettacolo della vita che d’un tratto si ferma; di un mondo che, preso alla sprovvista, cede alla violenza e ammutolisce.

Inevitabile chiedersi, con giustificato timore, cosa faranno i governi europei, distratti dagli affari, di fronte all’inciviltà che avanza.Vorranno e sapranno tutelare la vita dei propri cittadini, difenderne la storia, il patrimonio artistico e culturale?

Come ebbe a dire Maria Cervi: “Nessuna conquista è per sempre. C’è sempre qualcuno interessato a toglierla. Per questo resistere non è solo un dovere ma una necessità...”.


Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti l'autrice ed il tema
Di Adriana Assini
- Il sito ufficiale: http://www.adrianaassini.it/
- Gli Acquerelli: http://www.adrianaassini.it/index.php/acquerelli/
- Opere di narrativa: http://www.adrianaassini.it/index.php/narrativa/
- "Un caffè con Robespierre": http://www.scritturascritture.it/prodotto/un-caffe-con-robespierre-adriana-assini/

Dell'autrice su Network Museum:
- www.networkmuseum.com/autori/Assini Adriana.htm

Su INFOGESTIONE - I Caffè Culturali:
- http://www.icaffeculturali.com/0%20AUTORI/ASSINI%20ADRIANA/ASSINI%20ADRIANA.htm


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Titolo: "Tempi e musei - Bruxelles 22 marzo 2016" - Codice: I130607.0827.DDC.AP.man/INET1604301000MANa1 - Autore: Adriana Assini - Ultimo aggiornamento: 30/04/2016
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